Un  Segno  per  Amico

 

Il “sentiero”  rappresenta quella categoria della viabilità montana che, meglio di ogni altra, consente una conoscenza diretta ed approfondita del territorio. Il sentiero presenta un ingombro minimo, ha un impatto molto limitato sull’ambiente che attraversa, si snoda a volte su terreni anche al limite della stabilità. Spesso si coniuga e si completa con la “mulattiera”, la quale si differenzia in genere per un maggiore ingombro, una minore pendenza media e la presenza, talvolta, di lastricatura.

Entrambi hanno rappresentato nel passato il più frequente, se non l’unico, modo di attraversare valli e crinali, collegando piccoli e grandi centri abitati montani. Servivano a spostare il bestiame, trasportare fieno e legna, cacciare, collegare rapidamente alpeggi e ricoveri, ed in seguito, col crescere dell’alpinismo come sport di massa, a permettere l’avvicinamento alle cime e alle pareti rocciose.

Dagli anni ’50 si è registrato un progressivo abbandono della montagna da parte dei suoi abitanti: queste persone assicuravano un minuzioso e capillare controllo del territorio montano, operando una costante manutenzione del suolo e della viabilità minore.

In gran parte del territorio tale abbandono ha causato un totale degrado ed una perdita della viabilità di sentiero. A questo hanno contribuito, in alcune zone di pascolo,  anche la costruzione di nuove strade forestali e turistiche, sbancamenti dei pendii per piloni o piste da sci, l’uso di mezzi meccanici (fuoristrada con e senza motore).

 

L’attività di manutenzione

Gli interventi di recupero, ripristino e manutenzione dei sentieri ritenuti utili e necessari per la corretta viabilità in zone montane è perseguita in Friuli Venezia Giulia dalla Commissione Giulio-Carnica dei Sentieri.

La Commissione come Organo Tecnico del CAI regionale, censisce i sentieri esistenti, aggiorna l’elenco aggiungendo o togliendo percorsi in base alle informazioni e richieste dei responsabili sezionali per la sentieristica, programma e pianifica gli interventi manutentivi, ispeziona i percorsi ed i lavori programmati e portati a temine, relaziona sullo stato degli stessi.

 

I Soci CAI che partecipano volontariamente ai programmi di manutenzione si raccolgono nei gruppi sezionali della sentieristica. Ad essi sono demandati interventi semplici, quali:

  • ripulitura del sentiero dalla vegetazione invadente e da altro materiale ingombrante (sassi, alberi, rifiuti, ecc.);
  • piccoli e localizzati interventi di sterro e riporto sul piano di calpestio;
  • esecuzione di piccoli interventi strutturali, come la sistemazione di gradini, parti di selciato o il riposizionamento di piccoli blocchi lapidei su muretti a secco;
  • applicazione di vernice protettiva su strutture in legno (palizzate, passamani, parapetti);
  • sistemazione e manutenzione delle segnaletica orizzontale e verticale

 

Non è compito dei gruppi di Soci volontari invece operare su interventi complessi, quali lavori di manutenzione straordinaria o realizzazione di manufatti che prevedono l’intervento di un progettista  (ingegnere, architetto, dottore forestale, geologo, geometra, ecc.) come:

  • costruzione di ponti
  • costruzione di parapetti in muratura o carpenteria metallica
  • strade e mulattiere lastricate
  • muri e contrafforti

 

La segnaletica

Come tutti sappiamo, i colori utilizzati per segnalare un sentiero o una località sono il bianco ed il rosso.

La segnaletica può essere verticale od orizzontale.

 

Per segnaletica verticale si intende quella infissa su supporti di sostegno (pali in legno o metallo). La più frequente comprende:

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    • Tabelle segnavia – Si usano per indicare la direzione delle località di destinazione ed il tempo indicativo necessario a raggiungerlo per un medio camminatore; va collocata alle estremità dei sentieri o agli incroci più importanti. Può essere in vari materiali. Le dimensioni devono essere comprese fra 50/60 cm di base per 13/15 circa di altezza. Il colore è bianco o tinta legno, con punta e coda in rosso-bianco-rosso; scritte nere.
    • Tabelle di località – Nei luoghi più significativi del percorso che trovino possibilmente riscontro nella cartografia, è utile indicare con apposita tabella il nome e la quota della località.  Anche queste saranno di colore bianco o tinta legno con scritte nere.

 

I pali con le tabelle vanno posizionati in un punto ben visibile, da qualsiasi direzione si provenga. Le tabelle non vanno fissate alle piante!

 

Per segnaletica orizzontale si intende quella al suolo, normalmente su sassi, picchetti o anche sui tronchi degli alberi e serve a indicare la continuità, in entrambe le direzioni, di un itinerario segnalato.

  • Segnavia bianco-rosso –  Indica la continuità del sentiero; è formato da due fasce di colore di circa cm. 15 (base) x 8 (altezza) abbinate: bianco sopra e rosso sotto. Vanno poste vicino ad ogni bivio e ogni 5-10 minuti di cammino, nonché in ogni posto dove c’è possibilità di errore di direzione. Si applica su supporti naturali: sassi al suolo, massi accanto al sentiero, alberi. Ove è possibile, meglio evitare i sassi a filo di terra, perchè l’erba o l’innevamento possono nasconderli.
  • Segnavia bianco-rosso numerato – È formato da due fasce rosse (verticali od orizzontali) con in mezzo una fascia bianca. Al centro della fascia bianca si inserisce con colore nero il numero del sentiero. Viene usato nei bivi ed in altri punti lungo il percorso per confermare l’esatta continuità dell’itinerario.
  • Picchetto – Laddove manchino supporti sufficienti per lunghi tratti (pascoli, pendii erbosi) si possono utilizzare picchetti di legno o alluminio, dipinti di bianco e con la testa bianco-rossa. L’altezza fuori terra dovrebbe essere di almeno 70/80 centimetri.
  • Ometto – Dove i sassi sono abbondanti, si possono accatastare in modo stabile alcuni sassi di dimensioni variabili (più grandi alla base, più piccoli in alto). Bastano poche pietre per dare la giusta direzione. L’ometto costituisce un segnale efficace, naturale, discreto, duraturo.